Capitolo 5.1 - 1979 - 1985 Opel Kadett C 1.0 S 4p berlina : Il 1979

 Il 1979 si apre con tante speranze, prima fra tutte la possibilità, al raggiungimento dei 18 anni, di conseguire la patente. Provai anche ad interessarmi per vedere se era almeno possibile ottenere il foglio rosa prima dei 18 anni. Niente da fare, la legge al proposito era categorica: 18 anni un mese ed un giorno. Avrei dovuto attendere il 12 aprile. In quei giorni di festività dalla scuola ne approfittai per uno dei miei giri nelle concessionarie. Mi rimane nei ricordi l'allestimento natalizio che aveva curato la Saigarage. In effetti fino alla seconda metà degli anni '80 alcuni concessionari, come appunto la Saigarage, investivano nell'allestimento dei saloni, sia nel caso del lancio di nuovi modelli, che per le festività natalizie. In questo caso l'allestimento, tra montagne e finta neve, concentravano l'attenzione sulla nuova Opel Ascona 2.0 D “Berlina” in un nuovo bel colore che catalizzò subito la mia attenzione e del quale mi feci subito dare il nome :english red (rosso inglese). In effetti in quel momento i costruttori cominciavano a puntare seriamente sui motori a gasolio, ed ad investire pubblicitariamente su questi, anche grazie ad una nuova normativa i.v.a. La modifica della normativa i.v.a, con il passaggio del limite di cilindrata per l'aliquota del 18% a 2500 cc, aiutava i costruttori, che potevano disporre di 500 cc in più, ottenendo così maggiore potenza e quindi maggiore velocità e migliori accelerazioni. Opel infatti aveva subito portato a 2300 cc la cilindrata della Rekord diesel e trasferito lo stesso motore sui derivati commerciali Bedford. In questa maniera inoltre non si creava competizione tra la Ascona e la Rekord. Mi imbarcai anche nella ipotesi di tenere io la Kadett oro, visto che presto o tardi sarebbe stata sostituita. Certamente non avevo le competenze che ho acquisito con il tempo, ma una idea abbastanza chiara l'avevo: se avessi preso io la Kadett, questa doveva tornare “nuova” o similnuova. Ecco in sintesi il quadro del possibile “restauro”. Meccanica : eravamo quasi a 170.000 Km, la vettura non aveva copiose perdite di olio o consumi anormali, non fumava azzurro ed era più un effetto psicologico il fatto di sapere quale percorrenza aveva la vettura. Certo in montagna aveva perso un po' di elasticità, ma considerando che non sarebbe stata per me un auto da lavoro, con un carburatore nuovo, un controllo alle valvole, sarebbe potuta andare. In compenso però vi era sicuramente la frizione da fare in quanto strappava con veemenza in prima e le boccole del cambio da sostituire perchè avevano un tale gioco che per inserire la seconda dovevi dargli due colpi altrimenti la marcia non restava inserita.
I freni andavano bene e, sebbene senza freni a disco e servofreno, non avevamo mai avuto problemi. Stessa cosa per avantreno e scatola guida, che non presentavano disturbi particolari. Sicuramente avrei nuovamente sostituito gli ammortizzatori e conoscendomi avrei sostituito anche le molle delle sospensioni. Questa la meccanica.
Carrozzeria: il frontale aveva bisogno di essere rivisto, dato che non era stata sistemata la vettura dopo il tamponamento fatto ormai parecchi anni prima. Si trattava di staccare il paraurti anteriore che era ancora bello, raddrizzare l'attacco del rostro destro e abbassare la staffa di collegamento alla scocca, risanare la traversa sotto la mascherina (che non si era rovinata) e rimontare. Vi era poi una bottarella sullo spigolo del parafango posteriore sinistro, che avevo già tirata fuori dall'interno e verniciata a pennello con la vernice che ci avevano dato alla consegna.
Sempre posteriormente vi era una botta piccola ma decisa sulla lama del paraurti posteriore, tra il rostro sinistro e la luce targa. La lama era per il resto dritta e non vi erano altri danni. Si sarebbe trattato solo di cambiare la lama e utilizzare i suoi rostri.
Poi qualche altro piccolo graffietto, ma che avrebbe anche potuto rimanere. Volendo essere poi pignoli, ci sarebbe stato da sostituire l'ultimo tratto dell'impianto di scarico, che era stato tranciato quando ci avevano rubato il terminale cromato, e rimettere il terminale originale, che avevo scoperto essere disponibile in concessionaria. All'interno i sedili erano sani e non rovinati, o tagliati. Unica cosa, vi sarebbe stato da rifare l'imbottitura e soprattutto le molle del sedile di guida. Poi si era scheggiato il volante, che eventualmente sarebbe stato da sostituire. I tappettini che avevo fatto fare in moquette rossa erano ancora belli ad eccezione di quello di guida, pertanto li avrei rifatti. Con l'esperienza che ho oggi, direi che, considerando che allora i ricambi erano tutti disponibili, sarebbe stato uno scherzo (spesa a parte) ridare lustro e vigore alla Kadett oro, ma mentre ragionavo su questa interessante ipotesi, arrivò una cartolina che raffreddò tutti gli entusiasmi.... Purtroppo non si trattava di una cartolina di qualche amico, inviata da una amena località, bensì della chiamata di leva per il servizio militare, con “l'invito” a presentarmi per i canonici “tre giorni di visite e test”. Il discorso Kadett restò in sospeso.....
Avete mai sentito qualcuno rispondere a fronte di una richiesta non esigibile : << Sarà possibile solo quando nevicherà nel deserto !>> Ebbene, ricordatevi che il 18 febbraio 1979 nevicò per mezz'ora nel deserto del Sahara.. Mai dire impossibile...
L'undici marzo compii 18 anni e, come avevo progettato, mi tagliai i baffi che avevo ormai da alcuni anni, anche se mio fratello Raffaele, nella caricatura del biglietto augurale, li riportava ancora. Il 12 marzo mi ritrovai insieme ad altri coetanei, dei quali alcuni amici delle elementari e medie, al distretto per i fatidici tre giorni. Al terzo giorno, adunata sul piazzale ed il militare preposto disse: << Chi chiamo ora, a destra !>> Non ero in quelli di destra... : << Chi chiamo ora, a sinistra ! >> Ovviamente ero tra codesti. Infine: << Quelli di destra a fare i test, il gruppo di sinistra mi segua ! >> Al momento pensai che si trattasse di una divisione di attività. Invece ci portò in una sala e ci disse : << Sarete chiamati a ritirare il certificato di revedibilità ! Ci vediamo tra un anno !>> Avevo capito che ci vedevamo tra un anno (pensai perchè dovevo finire la scuola), ma solo dietro spiegazione di altri, che probabilmente erano più esperti perchè avevano dei fratelli maggiori, realizzai che avevo vinto la prima battaglia, ma non la guerra. Per insufficienza toracica avrei dovuto ripetere la visita dopo un anno.
Il mio destino era quindi in sospeso per un anno. Questo fece cadere il progetto restauro e mantenimento della Kadett oro. Ai primi di aprile, nel corso del consueto giro in centro, la mia attenzione cadde su una Kadett. Si trattava di una J (Junior) 4 porte, la versione più economica della gamma, che conservava ancora il frontale con i fari tondi delle versioni SE e Standard, ma con tutte le finiture nere. La cosa che mi colpii fu il colore, appunto quell'english red che avevo visto ad inizio anno sulla Ascona. Devo dire che sebbene la J fosse la versione base di allora, questo colore le donava un effetto molto coinvolgente, almeno per me.
Domenica 8 aprile ci recammo alla tradizionale Fiera dell'artigianato di Montichiari (BS). Il Centro Fiera di Montichiari doveva ancora nascere e la fiera si sviluppava tra le vie del centro avendo come punto centrale la locale scuola media. Come è consuetudine, a queste fiere vengono anche i Concessionari di zona, che espongono alcuni dei modelli di richiamo. A questa esposizione vicine tra loro trovai il concessionario Alfa Romeo “Albacar” che esponeva una Alfetta 1,6 blue scuro carabinieri, tecnicamente “blue olandese”, con interno in velluto blue, e l'Officina Autorizzata Opel Alberti Paolo che esponeva una Kadett Special verde metallizzato (come quella del pastore Corsani). Cominciammo in questa occasione a guardare la Kadett C con un occhio “possibilista”... Venerdì 13 aprile, con il gruppo di catechismo, Raffaele ed io partimmo in treno per Firenze, ove avremmo incontrato il pastore Bouchard e visitato insieme la famosa città. Al mattino presto il papà con la Kadett oro, Angelo Nencini con la nota Taunus GXL 1600 BS380380 e Siro Macchini con la 128 familiare 1^ serie giallo positano ci accompagnarono alla stazione di Verona. Il treno arrivò con un ritardo di un'ora e mezza, una cosa che per fortuna non mi capiterà mai più. A Firenze incontrammo per un saluto lo storico Prof. Giorgio Spini del quale proprio in quei giorni lessi un libro che parlava del barocco..
Il 17 aprile, venuto in possesso del sospirato foglio rosa, feci la mia prima lezione di guida. L' istruttore, un vigoroso Ubaldo Torresan, aveva una Ritmo 60 L tre porte blue scura con l'interno in sky beige. Mi chiese se avevo esperienza di guida e risposi :<< Affermativo!>> . Partimmo. Allora non si allacciavano le cinture di sicurezza (ammesso che fossero presenti). Io andai via sciolto, troppo sciolto, tanto che Torresan mi disse: << Vai piano >> Poi :<< Rallenta ! >> Infine, inchiodò e mi disse:<< Ho capito che sai guidare, ma se vuoi passare l'esame devi imparare ad andare ai 50, altrimenti ti bocciano!>> Risposi : << Ricevuto !>> E mi attenni alla consegna.
Venerdì 20 aprile era stata organizzata una serata al Boomerang Club di via Triumplina. Brescia Telenord era sponsor dell'evento, per cui molti di noi della televisione pensarono di parteciparvi. In quel periodo stavo selezionando delle aspiranti vallette per una trasmissione che sarebbe partita in autunno e ne trovai una che per l'evento del Boomerang mi andava a fagiolo: aveva la patente ma non l'auto, io avevo l'auto ma solo il foglio rosa, era la mia tutor ideale (solo come tutor, ci tengo a precisare). Al mio gruppo si aggiunse anche la nostra ragioniera Lucia ed uno dei miei colleghi tecnici, Massimo Sartori. Non so se vi era già del tenero prima, ma quello che so è che da quella sera Lucia e Massimo fecero coppia fissa e si sposeranno anche, più in là. La mia tutor invece capì che non avevo interesse su di lei ed a metà serata mi lasciò. Fortunatamente trovai per il ritorno il collega Claudio che doveva tornare a Telenord e mi servì come tutor, essendo Telenord ad un km da casa mia.
In quei giorni, il Meli , il professore di italiano, diede un tema sul barocco. Io che avevo intuito che lì sarebbe andato a parare, mi ero già preparato il tema, preso quasi interamente dal libro di Spini. Ero quindi sicuro di non un buono, ma di un ottimo risultato. Immaginate invece il mio stato quando, ricevuto di ritorno il tema, mi trovai assegnato un 4 con la seguente motivazione: “ Le tue idee sul barocco sono ferme al Croce....”. Non vi era un solo errore grammaticale, aveva solo corretto qualche virgola.... Il rammarico era che non potevo dire al Meli che aveva corretto la punteggiatura ad un toscano doc ed inoltre che criticava, dandole per superate, le convinzioni di uno storico attuale…. La preoccupazione era anche per la mia media dei voti. Certo, da quando avevo iniziato a lavorare, eravamo scesi come valori rispetto alla 2^ superiore, dove avevo anche preso la borsa di studio. Ma un conto era avere abbassato la media ed un conto essere rimandato a settembre....
Ma torniamo a cose più stimolanti. Dovete sapere che mentre mio fratello ed io eravamo a Firenze, il papà e la mamma avevano fatto un salto alla Saigarage per visionare la Kadett C. Il venditore, un giovane con capelli a caschetto e occhiali, si chiamava Massimo Comincini. L'avevo conosciuto nella primavera 1977 in occasione di una visita che avevo fatto e nella quale mi aveva portato a fare un giro con una Kadett C quattro porte lusso oro con l'interno in tessuto nero. In questo modello, rispetto ai primi dell'autunno 1973, a livello estetico, erano scomparse le coppe cromate con relativi anelli di abbellimento, sostituiti da dei cerchi più semplici, in compenso erano stati aggiunti i rostri ai paraurti ed i poggiatesta anteriori. Comincini nella visita dei miei genitori aveva illustrato le varie versioni quattro porte della Kadett e dato un depliant con i relativi prezzi. Credo che avesse orientato verso la versione Special (ancora non mi conosceva bene ).
Aveva allegato anche un inserto del marzo 1978 estratto da Quattroruote e che parlava della storia della Kadett e delle prove che nel tempo aveva fatto la rivista su questa vettura.
In particolare mi rimase impressa una affermazione del nostro “Virgilio”, Gianni Mazzocchi. Ecco la descrizione breve di Mazzocchi sotto il titolo “Il fenomeno Kadett”. “ Mi sembra che alla << Kadett >> si addica il titolo di una commedia di F.M. Martini, <<il fiore sotto gli occhi>>. E' così: alla <<Kadett>> si è abituati, ci pare naturale che vada così bene. Invece il funzionamento regolare della <<Kadett>> è frutto di un lungo perfezionamento che l'ha portata alla funzionalità attuale. Se teniamo presente il prezzo vediamo che nella sua classe non è facile eguagliarla, anche se concorrenti più giovani si vantano di una modernità che talvolta nasconde quelli che si chiamano difetti di gioventù. Io che sono <<antico>> e che ho avuto tante automobili posso dire con piacere che adoperare quotidianamente una <<Kadett>>, senza aver mai dovuto portarla in officina, in 18 mesi, è stata proprio una bella sorpresa.” Se ricordate, si era già preventivato di investire 5.000.000 di lire per la nuova vettura e la Kadett C rientrava a pieno titolo in questo preventivo anche proprio nell'allestimento top ossia quello chiamato “Berlina”. I miei avevano abbozzato due conti sulla Special, ma io puntavo sulla “Berlina”. Così lunedì 30 aprile dissi a mio padre: << Allora, andiamo a vedere la Kadett “Berlina” ? >> Rispose : <<Andiamo !>> Prendemmo la Kadett oro, in modo di poterla far valutare. Arrivati alla Saigarage, vidi Comincini che stava parlando con dei clienti nel piazzale e mi avvicinai per parcheggiare. Tremai quando scalando dalla seconda, dovetti mettere la prima per parcheggiare bene, temevo che la vettura mi strappasse e che si avvertisse da fuori. La Kadett invece si comportò con decoro. Salutammo Comincini e rimanemmo all'esterno in sua attesa. Comincini ci venne presto incontro e gli dissi che volevamo approfondire la conoscenza della Kadett C “Berlina”. Andammo quindi in officina e nell'area deposito – preparazione ove vi erano tre Kadett “Berlina”: due 1.0 S, una bianca con l'interno nero ed una verde met sempre con l'interno nero; vi era poi una 1.2 automatica blue metallizzato con l'interno nero. La Kadett “Berlina”, come a suo tempo la Kadett B lusso, aveva una presenza rassicurante ed elegante.
Rispetto alla Kadett B aveva in più : i freni a disco anteriori con il servofreno; i fari con lampade alogene H4; i poggiatesta; il volante a 4 razze (stile Mercedes); i sedili reclinabili; le quattro frecce di emergenza.
Cosa aveva in meno della Kadett B lusso ? : la luce vano motore, che nella Kadett C si accendeva solo a luci accese; la luce nel cassetto portaoggetti, i rostri ai paraurti ed il terminale di scarico cromato. Le mie domande a Comincini furono precise e nette: se era possibile avere la vettura english red con l'interno e la moquette beige ; se era possibile avere il terminale di scarico cromato; se era possibile avere i rostri ai paraurti; e se infine era possibile avere dei molloni posteriori rinforzati per il carico. Per il colore disse che era previsto, si trattava solo di vedere per i tempi di consegna; per i rostri, mi fece notare che nei paraurti erano già previste le asole per l'attacco e che vi era anche quella per il faro retronebbia; per il terminale di scarico cromato si poteva avere da magazzino ed infine per i molloni mi disse che doveva vedere sul catalogo di magazzino se vi era la possibilità di montare quelli consigliati in caso di montaggio del gancio traino. Chiamò il capo magazziniere, Bertoglio, che subito disse che era sicuramente possibile e che verificava per la disponibilità e per il costo. A questo punto, soddisfatto della vettura che stavo creando, dissi a Comincini : << Andiamo a fare due conti ? >>
Verificata la disponibilità degli accessori ed il costo complessivo che risultava per noi congruo ( avevamo splafonato sopra i 5.000.000, ma ne valeva la pena ),restava il problema della permuta. All'epoca o si chiedeva lo sconto o si dava in permuta l'usato. Comincini disse : << Ah, la Kadett oro che ho visto arrivare, mi sembrava molto silenziosa ! Posso vederla ?>> << Prego !>> dissi, ma non ci alzammo dalle nostre sedie. Dopo poco ritornò per chiederci le chiavi per farla vedere al direttore. Io avevo le idee chiare su quello che volevo; perlomeno la quotazione minima prevista per una delle ultime Kadett B del 1972: 650.000 lire. Comincini tornò e disse : << Ben tenuta, peccato per quella botta anteriore >>. Arrivò in quel momento il direttore, il Dr. Calvi, che conoscevamo dal 1970, e ci disse: << Siete fortunati, ci sono in dogana due Kadett 1.0 “Berlina” english red: una con l'interno nero e l'altra con l'interno beige. In una quindicina di giorni possono essere qui! >>
<< Quella con l'interno beige, va bene >> dissi, aggiungendo : << ma cosa ci date della Kadett B ? >> << Lei cosa pensava ? >> replicò Comincini. Risposi : << 650.000 lire e le ordino subito l'auto ! >> Ci fu uno sguardo veloce tra Comincini e Calvi e Calvi annuì a Comincini e gli disse : << Va bene, visto che sono già nostri clienti...>>
A questo punto mio papà si rivolge a me e mi dice: << Ma la compriamo ? >> << Certo ! >> Risposi: << C'è come deve essere, perchè aspettare?>> Mio padre replicò: <<Si, ma devo dirlo alla mamma !>> Intervenne Comincini che disse : <<Se vuole chiamare sua moglie al telefono….>> Mio padre non trovò nulla in contrario e chiamò casa. Ricordo la telefonata tra l'emozionato ed il timido : << Marisa, allora qui ci dicono che l'auto come la vogliamo c'è in dogana e ce la darebbero in 15 giorni. Abbiamo i soldi ? …. Va bene, allora la confermo ...>> Così ordinammo la nostra seconda Kadett. Nel ritorno mio padre mi disse : << Ma che colore abbiamo preso ? >>. Risposi : << Fidati, è semplicemente perfetta ! >>
Martedì 1° maggio ci fu l'ultima gita con la Kadett oro. Meta della pomeridiana escursione in compagnia della zia Franca, zio Luciano e cugini annessi sulla Alfasud L bianca, Il castello di Soncino. A distanza di tempo mi chiedo perchè non abbia pensato di fare un'ultima fotografia alla Kadett. Mi resta nella mente però il parcheggio che feci a lisca di pesce in fianco all'Alfasud.
Nel frattempo avevo dovuto correre ai ripari anche con elettrotecnica. Il prof. Rinaldini aveva il vizio dei test, degli esercizi che prendeva da un libro che si portava sempre appresso. Riuscii un giorno a prendere i dati del libro e corsi a comprarlo. Scoprii che gli esercizi che ci proponeva si potevano risolvere in due modi: il primo era quello che ci insegnava, il secondo riportato sul libro era molto più snello e lineare.
Memorizzai la formula ed all'ultimo test prima dei colloqui generali, risolsi il problema con quella.
Venerdì 18 maggio arrivò la Kadett in concessionaria. Corsi subito a vederla. Era semplicemente adorabile. Montava i pneumatici Dunlop SP4 155 SR 13, che si riveleranno dei pneumatici molto duraturi. Mi raccomandai con Comencini per avere dei tappetini rossi (allora vi era più cura per i dettagli, oggi nelle Concessionarie i tappetini, oltre alla bassa qualità sono solitamente solo grigi o neri ). Comincini disse che i documenti per la immatricolazione sarebbero arrivati lunedì 21 ed avremmo ricevuto le targhe per ritirare la vettura mercoledì 23 maggio.
A questo punto il 22 maggio andai con mia mamma ai colloqui generali. Avevo solo da vedere cosa diceva il Meli e Rinaldini. Il Meli non battè ciglio, come se il 4 datomi nel tema fosse una cosa privata tra lui e me. Ma fu il Rinaldini che mi ammazzò quando disse: << Eh, purtroppo l'ultimo test è andato male: 5-, andiamo a settembre...>> A questo punto , tirai fuori tutta la grinta che avevo e spiegai al professore che il test era corretto sia come risultato che come formula e che se guardava il suo libro, anche quello riportava la soluzione in questa maniera..
Il Rinaldini, di fronte ad una argomentazione sì accurata e di fronte ad un genitore, non potè far altro che ammettere che si poteva anche risolvere in questa maniera. Il 5- divenne 7-. La media era salva !....
Il 23 maggio ci comunicarono le targhe della Kadett C BS634706. Il papà si era premurato di far togliere alla Kadett B le trombe e l'autoradio. Tolse anche dal lunotto l'adesivo Brescia Telenord. Trattenne anche i due tappetini sani, quello posteriore e quello lato passeggero . Come nove anni prima, portò la Kadett oro prima delle 12 in concessionaria in modo da far partire la nuova polizza da mezzogiorno. Nel pomeriggio andammo al Saigarage in autobus. Con disapprovazione notai che non erano stati montati i rostri, in quanto non era ancora arrivata la spedizione con i ricambi. Montato invece il terminale cromato e nel baule erano stati messi i molloni di serie che erano stati tolti al posto di quelli rinforzati montati. All'epoca le automobili si pagavano alla consegna e feci le mie rimostranze, soprattutto perchè temevo che, pagato tutto, i rostri non sarebbero più arrivati.
Intervenne il Dr. Calvi rassicurandomi in merito e pertanto regolarizzammo il pagamento.
Rimaneva ancora una pratica da espletare. Dovevamo andare all'A.C.I per firmare, davanti al notaio, la procura per la Kadett oro. Partimmo dal Saigarage e notai subito l'ampia visibilità del parabrezza anteriore, che era molto più esteso rispetto alla Kadett B. Alla prima frenata, mio padre, non avvezzo al servofreno ed ai freni a disco, quasi mi incollò al parabrezza.
Il giorno seguente la vettura passò prima dall' elettrauto/meccanico Uccelli per montare le trombe, poi alla Casa dell'Autoradio, dove il titolare ci consigliò di cambiare l'autoradio con una nuova Blaupunkt stereo, due altoparlanti a boccia sul lunotto ed antenna cromata sul parafango posteriore sinistro che si alzava o abbassava tramite il comando di accensione della radio.
Sabato 26 maggio feci l'esame di guida. Facendo un passo indietro, da una settimana non guidavo più la Ritmo, ma per gli esami era direttamente il titolare dell'Autoscuola Magenta, con la sua vettura, che si prendeva carico degli allievi. Qui devo farvi una affermazione che solleverà in qualcuno qualche obiezione, comunque vi dico spassionatamente che la Fiat 128 ( una Confort 1100 del 1978 ) era molto più facile da guidare che la Ritmo, e mi fermo qui.... All'esame rischiai di essere bocciato, in quanto entrai in una via con il pedale della frizione abbassato. L'ingegnere se ne accorse e voleva rimandarmi. Intervenni spiegando che usavo per un po' di guide la 500 di mia mamma, che non ha le marce sincronizzate, e capitava di entrare con il pedale della frizione abbassato per trovare il momento giusto per scalare senza grattare. Intervenne prontamente il titolare dell'Autoscuola che promise all'ingegnere che mi avrebbe dato qualche lezione aggiuntiva, che ero un bravo pilota e meritevole di fiducia. La mia buona stella mi assistette anche quella volta e l'ingegnere firmò per esito positivo. Non ho mai fatto quelle lezioni supplettive e nel pomeriggio avevo in mano la mia patente provvisoria!!!!!!
La settimana successiva ci chiamarono dalla Saigarage per dirci che erano arrivati i rostri e di recarci dal Carrozziere Pierino per il montaggio. Portai la vettura al mattino e mi dissero di passare per il ritiro nel pomeriggio, in quanto il lavoro era un po' lungo perchè dovevano tagliare con precisione la gomma che rifiniva la lama per poter inserire i rostri. In Carrozzeria trovai anche l'altra Kadett “Berlina” rosso inglese (quella con l'interno nero). Questa lavorazione, fatta dopo la consegna, mi costò 10.000 lire; ciò mi dette fastidio, non tanto per la cifra in sé, ma perchè avrebbe dovuto essere compresa in quanto pattuito.
Sabato 2 giugno vi fu la prima uscita ufficiale della Kadett in occasione della cresima di mio cugino Paolo (il figlio più giovane della zia Franca). Parcheggiammo nella via laterale alla chiesa di S. Afra e mentre stavamo scendendo dalla vettura, passò l'Alfasud degli zii e si vide un girarsi repentino di teste....
Domenica 3 giugno era invece il turno mio e di Raffaele per le nostre “confermazioni” (nelle chiese protestanti così son chiamate le cresime).
In quella occasione fu il pastore Corsani che notò la nuova Kadett e affermò : << Sembra come la mia Special, ma ha qualcosa che la rende diversa !>>
Nel pomeriggio, dopo il rinfresco, accompagnai a casa, al Villaggio Prealpino, le zie di mia mamma, la zia Pina e la zia Ada, e nel ritorno mi gustai l'impianto radio.
Una nota climatica: giovedì 5 giugno alle 12.00 il termometro di Piazzale della Repubblica segnava 40 gradi !!! ( quindi anche allora la terra si riscaldava.....)
Con la mamma decidemmo di far fare qualche lavoro di carrozzeria alla 500, che, come promesso, sarebbe diventata la mia vettura ufficiale. La portammo alla Carrozzeria Cremona che fece un buon lavoro di ripristino di alcune bollicine di ruggine e qualche graffietto che nel tempo si erano accumulati. Quando feci il primo pieno, lo strumento riportava circa 58.000 Km fatti in 12 anni.
Sabato 9 giugno, nel pomeriggio, si sposava mia cugina Fabrizia. Al mattino, armato di secchio e schampoo, lavai a mano la Kadett, poi le passai una mano di cera Rally. Nel pomeriggio il cielo venne a ingrigirsi e visto che la chiesa era a pochi chilometri da casa ed il rinfresco l'avrebbero fatto presso i Salesiani, a dieci minuti a piedi da casa, convinsi i miei ad andare al matrimonio con la 500.
La cosa mi venne bene anche perchè poi la sera dovevo andare al Teatro Grande, dove Costanzo Gatta , il mio capo, nonché direttore artistico di Brescia Telenord, nella veste di regista, mi aveva arruolato come farista per il saggio della Forza & Costanza, associazione dedita all'insegnamento di molte discipline sportive e della danza classica. L'insegnante del corpo di ballo era Tina Belletti. Fu una bella esperienza che mi servì anche per portare due lire extra a casa, utili per fare rifornimento di carburante alla 500...
Venne la fine dell'anno scolastico e i compagni di classe pensarono di ripetere l'esperienza dei ciclomotori sul lago di Garda. Era da settembre che non usavo il Garelli e trovai la sorpresa che il motore era bloccato. La causa penso fosse dipesa da aver male utilizzato i consigli del collega di lavoro Giorgio Surano. Giorgio aveva un Garelli come il mio, stesso modello e colore. Il suo era un po' elaborato: sella lunga, marmitta Pollini. Mi disse che la miscela la preparava lui, con la benzina super ed aggiunta dell'olio in percentuale. Così anch'io provai la cosa, ma probabilmente sbagliai le dosi e, con una quantità di olio ridotta, avevo il pistone che si era incollato.
Andai subito da Migliorati, il meccanico Guzzi ed ora anche Honda, che mi aveva allestito la prima biciclettina (quella blue), per vedere se poteva porvi rimedio velocemente. Mi disse che vi era da rifare il motore con un preventivo di spesa di 50.000 lire. Gli dissi che ci avrei pensato. Il mio amico Roberto Tramaglia mi suggerì di portarlo, con il suo motocarro Gerosa, direttamente dal concessionario Garelli dove l'avevo acquistato. Purtroppo quindi non riuscii ad andare alla gita sul lago in motorino, ma invece portammo il Garelli in concessionaria. Lì, molto bravi, mi dissero che avrebbero fatto il possibile per limitare il danno ed infatti riuscirono a scollare il pistone e con 5.000 lire me la cavai.
Il 16 luglio, alle 5 di mattina, partenza per Rivazzurra di Rimini. Kadett lavata, stirata e lucidata come da copione. Sebbene si dice che il baule della Kadett C sia più piccolo di quello della Kadett B, tutto quello che serviva per 4 persone e dieci giorni di mare vi stette senza difficoltà. Era la prima volta che andavo in autostrada e con progressione arrivai a toccare i 130 che corrispondeva sia alla velocità massima prevista dal costruttore che al limite di velocità previsto dal codice. Il 6 agosto, invece, partenza per Torre Pellice (TO). All'andata facemmo la A21 Piacenza-Torino. Nei pressi di Moncalieri vidi entrare in autostrada di gran carriera tre vetture con le targhe bianche. Si trattava di tre Lancia Delta di preserie che probabilmente stavano effettuando dei collaudi.
La Lancia con la Delta effettuò dei severi test e verifiche per poter proporre all'esigente clientela una vettura affidabile e di alto profilo. Le incontreremo qualche giorno dopo che scendevano da Sestriere mentre noi stavamo recandoci là. Se avessi saputo cosa sarebbe successo l'anno successivo, mi sarei messo all'inseguimento di quelle vetture.....
Anche a Torre Pellice novità tra i nostri amici: i signori Rampa avevano passato al figlio Piergiulio la Simca 1000 LS ed avevano preso una Opel Ascona 1200 standard amaranto. Dissero che avevano preso la Opel pensando a noi che da tanti anni facevamo strada con soddisfazione.
Il 13 agosto, nel ritorno da Torre Pellice, facemmo la A4 in modo tale da poter passare a Lazzate (MI) per salutare i parenti di mio papà e fare un salto al cimitero a trovare i nonni paterni. Ho impresso l'immagine della Kadett rosso inglese vista dalla terrazza della casa della zia Giacomina, a cui piacque molto e che, come al solito, ribadì a mio padre : << Te ghet fat i danè >> ( hai fatto i soldi ).
Rientrato al lavoro feci una delle vendite di cui ancora oggi sono pentito. Il mio Garelli ora efficiente come prima, aveva solo 2000 Km e due anni dall'acquisto. Mi feci convincere dall'amico e collega Paolo Riccardi, che aveva alcuni anni meno di me, di vendergli questo mezzo, “visto che ormai avevo la patente e...:<< Quando lo usi ? >> Glielo diedi a 285.000 lire, un valore in perdita, ma nessuno nasce “imparato”, come si dice, e purtroppo andò così. Paolo lo userà per parecchi anni totalizzando
20.000 km. Sarà poi abbandonato nella casa della nonna e se ne perderanno le tracce..
Errare humanum est Questa frase l'ho evidenziata perchè vale sia per quanto appena detto, che per quello che vi vengo a narrare ora.
Come sapete a Brescia Telenord mi occupavo, anche, del noleggio e scelta dei film (con approvazione del direttore artistico) e per un sabato pomeriggio alle 17.00 avevo selezionato un film sul personaggio dei fumetti Flash Gordon. Purtroppo il film che mi inviarono dal titolo similare Gordon Fleisch era un titolo in tedesco ( in tedesco vuole dire carne ) e quando partì il film, l'ambientazione era un missile spaziale a forma di membro maschile..... Dopo i primi minuti di imbarazzo e la prima telefonata di un genitore incavolato sospendemmo subito il film e mandammo in onda una puntata dei cartoni Don Chuck il Castoro.
Fortunatamente fu chiarita la mia buona fede e che l'errore era del distributore del film. Ma questo portò anche ad un aumento di responsabilità, in quanto fui nominato responsabile di trasmissione, per cui la sera, dopo che Gatta si ritirava, dovendo poi partire presto per Milano per la chiusura del quotidiano La Notte, io scendevo in trasmissione a seguire e verificare che non ci fossero problemi.
Uno di questi problemi si verificò nella prima diretta del programma “ Il Pozzo dei Desideri “, una versione riveduta e corretta del Portobello di Enzo Tortora.
Quella sera un complesso musicale doveva esibirsi per la prima volta in diretta e ci furono discussioni perchè alcuni membri del complesso non se la sentivano. Questo aveva ritardato un po' la scaletta della trasmissione che però stava funzionando e dalle telefonate che stavamo ricevendo, la cosa piaceva. Gatta era andato via alle 22.30. Alle 23.15 avevamo uno stacco pubblicitario, ma finalmente il complesso si era deciso ad esibirsi e non potevo tagliarli. Alle 23.25 squilla il telefono e la centralinista mi dice :<< C'è uno che sbraita che vuole parlare con un responsabile!>>
<<Passamelo !>> dissi, e presi in mano il telefono dicendo : << Buonasera, sono Carugati responsabile di trasmissione, in cosa posso esserle utile ?>> Risposta con tipico accento del sud : << Sono De Zerbi Rotowash …. Qui mi si prende per il culo !... Quando va in onda la mia pubblicità? >> Replicai : << Signor De Zerbi, si tranquillizzi, qui nessuno vuole prenderla per la parte che dice lei ….>> E gli spiegai le motivazioni del ritardo porgendogli le scuse del caso. Finita la chiamata, mi sentii in dovere di chiamare Gatta, anche per capire se avevo sbagliato qualcosa. Gli raccontai tutto e alla fine mi disse: << Carlo, da oggi dammi del Tu: sei stato bravissimo... Ci vediamo domani. Ciao !>> Da lì nacque una amicizia che dura ancora tutt'oggi.
In quel periodo si formò sullo stile dei telefilm americani l'opportunità di incontro in amicizia di colleghi fuori dal lavoro. Si organizzavano cene , incontri domenicali, si andavano a vedere le partite del Basket Cidneo, si andava al cinema. Il 16 settembre, ad esempio, mentre i miei andavano con la Kadett a Cima Caldoline ( al passo Maniva), in comitiva con la zia Franca and company con l'Alfasud L e lo zio Franco e famiglia con la 128 Rally, io andavo con la 500 a Mompiano nella villa di un comune amico che ci aveva invitati per pranzo. Ma dalla raccolta di questi ricordi vi racconto questo che rimase storico. Era programmata una pizzata al “Cormorano”. In quel periodo non avevo ancora una ragazza ed allora facevo “coppia”, si fa per dire, con la collega della redazione Fiorenza Scotuzzi che aveva 11 anni più di me. Quella sera Fiorenza mi disse che doveva consegnare un plico alla Caserma Papa. Naturalmente Kadett tirata a lustro. Partimmo. Feci la tangenziale e dovete sapere che l'ingresso della Caserma è su un incrocio semaforico.
Io arrivai con il verde e puntai dritto all'ingresso, facendo prendere un colpo a Fiorenza, che per un attimo si vide dentro alla cancellata, ed al soldato di guardia che si vide due fari in faccia arrivare alla velocità della luce (si fa sempre per dire).
La serata scorse tranquillamente. A fine serata dovevo riportare Fiorenza in televisione, dove aveva la sua 500 L del 1968, bianca con interno nero, auto in condizioni piuttosto malconcie. Ebbi la pensata di accendere la radio e di cercare una stazione che trasmettesse della buona musica, magari un brano di Battisti, il cantautore preferito di Fiorenza. Quella sera non so per quale ragione si riceveva male e l'unica che trovai con buona ricezione era Radio Brescia Sette. Sapete che cosa stavano trasmettendo? “ Vecchio scarpone, quanto tempo è passato …....” Qualcosa di più romantico nooooooooo? Quanto li ho odiati.....!
Quest'anno niente abbonamento dell'autobus, a scuola in 500. Era la grande novità dell'ultimo anno all'Itis, anno scolastico che iniziò il 19 settembre.
Venerdì 21 settembre il traffico era più sostenuto del solito sulla via Corsica. Mi trovavo all'altezza di via Sostegno ed avevo davanti una Fiat 500 R giallina. Mi trovavo fermo senza piede sul freno e pedale della frizione abbassato, quando “BAM” un colpo da dietro che mi spinge contro la 500 R. Il mio primo incidente.!
Alla 500 R davanti si era un po' raddrizzato il paraurti, ma la signora mi disse che non faceva niente. Io invece avevo il paraurti anteriore che aveva assorbito il colpo e naturalmente avevo quello posteriore, la traversa ed il cofano motore da rifare.
Arrivai a scuola in ritardo naturalmente, quando vi era la prima lezione di tecnologia.
Mi scusai con l'insegnante e gli spiegai l'accaduto. Non me la cavai con poco. Mi dovetti sorbire una predica sulla puntualità, sul fatto che bisogna prevedere gli imprevisti, che bisogna partire in anticipo e che queste erano le basi della nostra professionalità del futuro.
Chi mi conosce sa che sono la persona a cui si possono predicare tante cose, ma non su questo argomento..
Nel pomeriggio il buon Giambattista Bianchi mi fece il servizio fotografico da portare all'assicurazione. Definito il rimborso, colsi l'occasione per fare alcune personalizzazioni alla 500. I paraurti vennero sostituiti con quelli My Car con l'inserto in gomma centrale lungo tutto il paraurti. Comprai poi un volantino sportivo.
Feci fare delle fodere su misura in tessuto a piccoli scacchi marroncini con il rivestimento posteriore sempre cuoio. Feci infine fare dei tappettini su misura (6 pezzi ) in spessa moquette gialla. Sebbene il caffelatte della carrozzeria continuassi a non digerirlo, in questo allestimento comiciava a piacermi la mia 500.
La Kadett oro non venne venduta subito, come invece era successo con il 1100 D. Probabilmente i problemi estetici della vettura pesarono sulla vendita. Ricordo che un giorno, passando in Saigarage, la vettura era in esposizione (non le avevano fatto nulla ) e che vi era la plastica del fanale posteriore sinistro crepata. Fu comunque poi venduta ad un carabiniere di Botticino. Lo sappiamo perchè un giorno a mia madre telefonò un signore che chiese se i 72.500 km, riportati dallo strumento della Kadett oro che avevamo dato in permuta, erano originali. Mia madre, non volendo mettere nei guai nessuno, rispose di sì.
Nel contempo io continuavo a frequentare i Concessionari, a volte anche proponendo la permuta della 500. Alla Fiat Pastore, ove avevamo preso il 1100 D, avevo trovato una Ritmo 75 CL 5 porte azzurro metallizzato, cambio automatico, targata poco dopo la nostra Kadett, con soli 54 km. Mi informai e seppi che era la vettura che era stata acquistata da un portatore di handicap, che poi non aveva potuto ritirarla. Era proposta a 4.750.000 lire, che era un ottimo prezzo, inferiore a quello di listino di una 60 L 3p, ma, essendo un cambio automatico ed un 1500 di cilindrata,si faceva difficoltà a collocarla. Un'altra bella vettura che mi colpì fu una Fiat x 1/9 special edition arancio metallizzato, cerchi in lega larghi. Volevano 4.600.000 lire e mi offrivano 300.000 lire per la 500. Oppure avevano una bella Giulia 1600 super del 1969 bianca, appena riverniciata, a 700.000 lire e me la davano con una differenza di 400.000 lire. Novità all'AutoBrescia, ove il marchio Chrysler Simca era diventato Talbot Simca dopo l'acquisizione del marchio da parte del gruppo Peugeot – Citroen. Intanto l'Alfetta 1,6 aveva toccato quota 9.000.000 in strada. Per fare il punto della situazione la benzina super era arrivata a quota 500 lire di cui 356,07 per oneri fiscali ed il gasolio 171 lire di cui 44 per oneri fiscali.
A fine novembre fu eseguito il primo tagliando dei 10.000 Km alla Kadett.
A dicembre presero il via le trasmissioni della terza rete RAI e nacque il TG3.
In quei giorni la zia Franca e lo zio Luciano festeggiarono il 25° di matrimonio al ristorante Gentiluomo di Brescia. Nel tardo pomeriggio ci invitarono a passare a casa loro. Noi cugini pensammo di uscire insieme per andare al cinema e così facemmo. In macchina con me avevo mia cugina Gabriella e sua sorella Fabrizia con il marito Flavio. Al ritorno li riaccompagnai sotto casa della zia Franca, dove Flavio aveva lasciato il Fiat 125 special bianco del 1969 a metano. Solo che la vettura era giù di batteria ed allora mi appoggiai con la Kadett per dargli una leggera spintarella e l'auto partì subito.
A dicembre solitamente si fanno i bilanci e direi che il 1979, personalmente, era stato un buon anno. I progetti erano ancora tanti, le spade di Damocle pure (vedi servizio militare). Allargando la visione alla economia, la situazione era cavalcata da una inflazione galoppante. I prezzi delle auto in un anno erano aumentati anche del 23,67 % (vedi Lancia Beta 1600 berlina). L'Alfetta era aumentata del 17,29 %.
A fine dicembre la benzina super aveva raggiunto le 600 lire al litro di cui 410,67 per oneri fiscali, il gasolio 242 di cui 54,77 per oneri fscali.
Chiudo questo capitolo citando l'analisi di mercato riportata nel Quattroruote di dicembre 1979, che conferma anche le scelte da noi fatte :
“Svalutazione della lira e aumento dei prezzi fanno sì che a poco a poco l'acquisto di una vettura divenga un bene d'investimento. Oggi, con una certa somma, l'utente può permettersi un certo modello: fra un anno o due anni con lo stesso capitale si dovrà accontentare di una versione meno rifinita se non addirittura di un'auto di classe inferiore. Si assiste così a un comportamento dell'utente in apparente contrasto con l'attuale congiuntura economica: esso preferisce impegnarsi con cambiali (o sacrificando altri acquisti) pur di comprare l'auto nella versione più lussuosa, però con il motore di cilindrata più contenuta”. Noi così avevamo fatto ed il tempo premiò la nostra scelta. Se dovessi tornare indietro, forse l'unica variazione sarebbe stata quella di insistere per la versione 1200 con il cambio automatico, ma questa è un'altra storia....

CONTINUA ....

Carlo Carugati

AREA RISERVATA AI SOCI

Chi è online

Abbiamo 51 visitatori e 0 soci online